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Erano novantanove
Strofa 1
Erano novantanove che quiete giacevano in sicuro ricetto.
Una sola al di fuori raminga errava lungi,
ben lungi dall’auree porte della città di Dio.
Nessuno seppe mai la notte di ambascia del Redentor
pietoso che su per i dirupi sull’orlo dell’abisso
errava dietro l’errante per ricondurla a sé.
Quando un gemito, un grido irruppe nella notte
chiamando aita aita l’errante era sfinita.
Gesù vicino a lei l’accoglie a sé pietoso,
la prende la consola e sana il suo soffrir.
E su nel cielo altissimo risuona un lieto canto:
son gli angeli che esultano a Cristo redentor.
A Cristo redentor. A Cristo redentor.
Una sola al di fuori raminga errava lungi,
ben lungi dall’auree porte della città di Dio.
Nessuno seppe mai la notte di ambascia del Redentor
pietoso che su per i dirupi sull’orlo dell’abisso
errava dietro l’errante per ricondurla a sé.
Quando un gemito, un grido irruppe nella notte
chiamando aita aita l’errante era sfinita.
Gesù vicino a lei l’accoglie a sé pietoso,
la prende la consola e sana il suo soffrir.
E su nel cielo altissimo risuona un lieto canto:
son gli angeli che esultano a Cristo redentor.
A Cristo redentor. A Cristo redentor.
Italian translation of 'There were ninety and nine that safely lay' by Elizabeth Clephane (1868), set to music by Ira Sankey (1874) after finding the poem in a newspaper.